Il 2014 è stato un anno molto buono per gli Stati Uniti sul versante dell’occupazione e i dati dei primi mesi del 2015 sembrano altrettanto incoraggianti: i salari medi aumentano del 2% e i settori interessati dalla crescita sono soprattutto la Ristorazione, il comparto del Tempo libero e quello dei Servizi alle imprese. Il numero di cittadini senza lavoro scende al 5,5% e il Governo diffonde, attraverso l’USCIS (il Dipartimento di Cittadinanza e Servizi di Immigrazione), tutte le informazioni utili(riportate anche oggi dal Sole24ore nella rubrica Job Oriented Tour) per chi voglia provare a trovare lavoro negli U.S.A.
Ecco come fare: per prima cosa è bene sapere che esistono due tipi di visti, quello temporaneo (Temporary Visas) per chi arriva per turismo, affari, studio, cure mediche e quello duraturo (Permanent Visas) per chi voglia trasferirsi più stabilmente. In quest’ultimo caso ci sono dei limiti generali, ovvero non possono essere rilasciati più di 140.000 permessi per lavoro all’anno (non più del 7% per ogni singolo Paese). In ogni caso è necessario che chi si trasferisce abbia già ricevuto un’offerta di lavoro e che il datore di lavoro presenti all’USCIS un documento con tutte le informazioni sull’azienda, sul dipendente che fa richiesta del permesso, sui tempi e le modalità relative al suo trasferimento negli Stati Uniti.
Per ottenere il visto permanente, inoltre, bisogna che l’azienda acquisisca una labor certification che giustifichi l’assunzione di un cittadino straniero perché, ad esempio, non c’è abbastanza manodopera qualificata nel Paese o perché non ci sono persone disposte a ricoprire quel ruolo.
Uno dei passaggi fondamentali per il richiedente è, inoltre, la compilazione online del modulo DS-160 e il colloquio con un funzionario consolare della sede diplomatica di riferimento.

Come anticipato, ci sono possibilità di trasferimento negli Stati Uniti anche per motivi di studio grazie al SEVP (Student and Exchange Visitor Program): il permesso F riguarda gli studenti universitari, il permesso M è per chi aspira a un corso professionale, il permesso J è per gli scambi interculturali.

Insomma, che si parta per gli U.S.A. per studio o per lavoro, le procedure da seguire sono molto complesse e non assicurano che effettivamente il trasferimento avvenga. Ma c’è un sito molto utile, Usvisa-info.com (con unasezione dedicata ai cittadini italiani) con il quale ottenere tutte le informazioni utili relative ai visti e alle procedure da seguire. Se siete interessati, date un’occhiata.

Se, invece, pensate di cercare lavoro in Europa, consultate la sezione EURES, la Rete per la mobilità professionale europea!

 

Fonte cliclavoro

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